1. Passare il tempo o sentire che il tempo è passato bene?
C’è un' enorme differenza tra “passare il tempo” e “sentire che il tempo è passato bene”.
Quando apri un libro, quando guardi un tutorial, quando osservi qualcuno che lo sta facendo al posto tuo oppure quando frequenti un laboratorio dove devi riprodurre quello che ha fatto l'insegnante, magari ti piace, ti incuriosisce, ti rilassi anche … ma dopo è tutto un po’ uguale, cosa ti resta?
Quando, invece, ti ritrovi in un laboratorio, con le mani sporche, in mezzo a tanti materiali, con la testa piena, con un'ispirazione da inseguire, senti che il cuore si allarga e una strana sensazione ti fa pensare: ok, ci siamo!
Io, sebbene sia anche un'utilizzatrice compulsiva di Pinterest e affini, cerco costantemente soprattutto la seconda sensazione.
2. Come nascono i laboratori artefatti
È da qui che nascono i miei laboratori. Non come “attività da fare”, un tempo da riempire, un ennesimo spazio di intrattenimento, ma come momenti in cui succede qualcosa, di concreto, di tuo.
Nei laboratori si parte subito dal fare e cosa più importante non da un modello che ti mostro ma da una tavolozza di ispirazioni. Non devi riprodurre quello che ho fatto io, ma quello che senti tu.
Si prova, si sbaglia (bene), si rifà. E piano piano la teoria arriva da sola, senza
bisogno di inseguirla.
Succedono anche altre cose, meno visibili ma più importanti:
- smetti di cercare “la cosa giusta” e inizi a fare la tua
- ti accorgi che la creatività non è un talento misterioso, ma è una questione di esercizio
- parli con persone che non conosci e, sorpresa, ti viene anche naturale
- torni a casa con qualcosa fatto da te (che è sempre una piccola vittoria personale)
3. I laboratori per bambini e per adulti
E questa cosa vale per tutti.
Vale per i bambini e i ragazzi — come i laboratori pensati per queste vacanze pasquali — dove il fare va curato e incentivato. Dove non si tratta di tenere occupati i bambini, ma di dare loro
spazio per scoprire, sperimentare, combinare disastri creativi (che sono la base di tutto,
diciamolo!).
E lo stesso vale per gli adulti, che spesso partono con il classico: “io non sono
capace”. Spoiler: non è vero!!!
Alla fine, tutti i laboratori in bottega funzionano più o meno così:
prima ti fai ispirare, poi provi, poi guardi cosa fanno gli altri, poi torni a casa con qualcosa che prima non esisteva. Sembra poco. Non lo è.
Perché la verità è che non abbiamo bisogno di riempire il tempo.
Abbiamo bisogno di sentirlo, di sentirci in viaggio, alla ricerca, alla prova!
E spesso basta molto meno di quello che pensiamo: un tavolo, qualche strumento, un po’ di
tempo fatto bene, una buona compagnia e qualcuno che ti dica:
vai, prova, anche se non sei capace anzi soprattutto se non sei capace.
E' proprio questo il momento in cui hai tutte le possibilità aperte davanti a te.
Non dare retta alle mille vocine scoraggianti o all'ansia da prestazione: è tempo di buttarsi!
4. Al via il corso di Sketching
Ad aprile parte il corso di sketching o meglio il corso per imparare a costruirsi un diario personale per immagini, a partire dalla tecnica dello sketching, e no, non serve “saper disegnare”.
Serve avere voglia di osservare le cose con altri occhi.
Si osserva, si disegna dal vero o da foto, si fanno linee storte (tante), e piano piano qualcosa cambia:
non tanto la mano, ma lo sguardo. Che poi è il punto.
Vi lascio qui sotto la locandina.
Il corso costa 200 euro con il 10% di sconto per chi si iscriverà entro il 9 aprile.
Altra info: con le ragazze del primo corso a settembre andremo a Londra a sketchare... ho detto tutto!!
Se sei interessata a partecipare al corso scrivimi a:
clod.artefatti@gmail.com
ti manderò il programma di massima.




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